I POETI EMOZIONALI (terza parte)

logo peI Poeti Emozionali nascono da un’idea di Domenico Garofalo, affermato poeta torinese, nella notte del 9 giugno 2020. Intorno a questa intuizione si crea da subito un fermento poetico animato da amici scrittori sparsi in tutta Italia. Ciò che accomuna gli appartenenti a questo movimento, è l’amore per la poesia, la consapevolezza della necessità di questa forma d’arte e conseguentemente la volontà di diffonderla in ogni parte della società. I Poeti emozionali credono alla genuinità della parola e all’emozione che essa genera laddove venga condivisa. Si tratta di una corrente ancora nascente ma già carica di ottime potenzialità.

Questo è il link al loro sito: https://www.poetiemozionali.it/i-poeti.php

Il blog Come la pioggia offre uno spazio di conoscenza dei membri fondatori dei Poeti Emozionali.

Ognuno di loro ha risposto ad un questionario circa la loro appartenenza al movimento.

In questa sezione presentiamo: Barbara Gabriella Renzi, Chiara Rantini, Immacolata Rosso, Francesco Nugnes

 

BARBARA GABRIELLA RENZI (1972, vive a Colonia, Germania)

Benvenuta Barbara! barbara_gabriella.renzi2

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

Ho sempre scritto poesia sin da quando ero una bambina. Ho sempre scritto anche storie brevi. Sono le parole che mi cercano a volte. Credo che succeda a tutti i poeti, rimangano come appiccicate alla nostra mente e fino a quando le scriviamo non ci lasciano stare. Sono le parole che si scrivono io non faccio nulla. Poi da dove vengano queste parole, questa è una storia diversa da raccontare sicuramente. Sono rielaborazioni di esperienze

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Con una parola: “amicizia”. Forse non è questa la risposta che ci si aspetterebbe ma mi sembra di trovarmi fra amici che condividono lo stesso amore per l’arte. Spero che questa risposta sia sufficiente.

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Quando Domenico mi ha chiamato per parlare del progetto mi ha trovato completamente d’accordo. Avevo già pubblicato “Scaglie di Sapone”, un romanzo breve in prosa poetica in cui ogni capitolo ha un titolo di un’emozione. Avevano anche pubblicato “Donna”, con Edda Edizioni, in cui nell’introduzione si specifica il ruolo delle emozioni nella costituzione di noi stessi. Anche nei libri precedenti il ruolo delle emozioni era predominante anche se non lo esplicitavo come in questi ultimi libri.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Sceglierei la pioggia abbondante di un giorno estivo, quando si va in giro ancora con i sandali e ci si bagna tutti e il quando asciuga i nostri vestiti.

mare 3

CHIARA RANTINI (1974, vive a Firenze)

Benvenuta Chiara! DSCN0218fgk

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

Ho cominciato a scrivere poesie molto presto: piccole composizioni adolescenziali ispirata dalla figura del nonno poeta autodidatta di cui ho sempre apprezzato il buon uso della parola e la vasta cultura. Per molti anni ho coltivato questa passione in segreto, poi dopo i quarant’anni ho deciso che era arrivato il momento di pubblicare. Così è nata la mia silloge (preceduta da alcune poesie edite in antologie) “Un paradiso per Icaro” pubblicata da Ensemble ed. nel 2018.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Ho conosciuto l’artefice Domenico Garofalo poiché anche lui è un autore che ha pubblicato con la mia stessa casa editrice. L’idea mi è piaciuta subito perché credo che “emozionare e emozionarsi” siano aspetti sempre più necessari in questo mondo molto digitale, distante e difficile ai rapporti umani.

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Credo che l’elemento più forte che mi ha condotto ad aderire a questo movimento poetico sia proprio il fatto di porre l’attenzione sull’ “emozionale” inteso come sentire condiviso e condivisibile con quante più persone possibile. Lo stile resta quello proprio di ciascun autore perché non è l’omogeneità che interessa, quanto la pluralità di voci.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Sceglierei quella di un paesaggio nella natura, ad esempio un’opera del grande pittore tedesco dell’Ottocento Caspar David Friedrich: “Il mattino”.

il mattino Caspar_David_Friedrich_009

 

 

 

IMMACOLATA ROSSO (1976, vive a Caserta)

Benvenuta Immacolata!

108992734_290396092374335_6615633813427114821_n

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

La mia poesia nasce sui banchi di scuola, fin da molto giovane. Nelle mie acerbe poesie, riversavo il disagio adolescenziale, ma c’era già il desiderio che i miei scritti diventassero qualcosa di più: un mezzo per far arrivare alle persone delle emozioni forti. Col tempo il mio stile è profondamente cambiato, e oggi sono felice di sapere, attraverso i riscontri sempre positivi ed entusiastici dei miei lettori, che il mio desiderio di trasmettere emozioni attraverso le parole è diventato una bella realtà.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

L’invito ad entrare a far parte di questa corrente è arrivato per me in un momento molto particolare, in cui le emozioni occupavano prepotentemente la mia vita, e io ho preso subito questo invito come un segno: ho compreso che la mia vocazione è sempre stata e sempre sarà quella di diffondere tutta la bellezza che posso attraverso le parole, i versi, ogni singola espressione che mi esca dal cuore e che possa essere messa su carta.

Questa è la mia personale concezione di appartenenza al movimento dei “Poeti Emozionali”.

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Nella corrente non c’è uno stile unico e ben definito: la sua bellezza invece è proprio quella di trovare ricchezza nella diversità delle espressioni dei vari autori, nelle loro peculiari differenze, uniti però nella comune voglia di donare poesia a chiunque voglia riceverla. E’ questo modo di intendere la poesia, come diffusione di emozioni profonde, che ho subito sentito vicino alla mia personale sensibilità.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Il fondatore e principale artefice della corrente, il poeta e romanziere Domenico Garofalo, all’atto della nascita della corrente, ha descritto la stessa come un’onda di emozioni che si sarebbe propagata da noi autori che doniamo i nostri versi a tutti coloro che questi stessi versi riusciranno a raggiungere. Ecco, io descriverei la Poesia Emozionale come un’onda dai colori luminosi, intensi, profondi, che partendo dalle nostre poesie si diffonda attraverso tutte le terre raggiungibili, infiammando i cuori con la luce morbida delle umane sensazioni ed emozioni.

Qualcosa del genere, ad esempio:

im

FRANCESCO NUGNES (1982, vive a Torino)

Benvenuto Francesco!Screenshot_20200720-010745_Gmail

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

Nel 2015 tutto ha avuto inizio proprio da un’emozione e da una frase che ha dato il titolo alla mia prima raccolta di poesia e ad una canzone, “Papà, di cosa è fatta la luna”?

Ho scritto poesie e testi di canzoni con l’aiuto di musicisti.

Presento il mio libro con eventi di poesia e musica in diversi ambienti, con diversi strumenti e diversi interpreti per promuovere la poesia in modo alternativo e cercando di emozionare me stesso e il pubblico.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Fresca e genuina come gli inizi dei nuovi percorsi.

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Promuovere la poesia in modo che possa essere compresa e condivisa da più persone .

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Una scarpa slacciata in cammino alla ricerca dell’emozione del viaggio.