I POETI EMOZIONALI. Una nuova corrente nel panorama letterario nazionale.

logo peI Poeti Emozionali nascono da un’idea di Domenico Garofalo, affermato poeta torinese, nella notte del 9 giugno 2020. Intorno a questa intuizione si crea da subito un fermento poetico animato da amici scrittori sparsi in tutta Italia. Ciò che accomuna gli appartenenti a questo movimento, è l’amore per la poesia, la consapevolezza della necessità di questa forma d’arte e conseguentemente la volontà di diffonderla in ogni parte della società. I Poeti emozionali credono alla genuinità della parola e all’emozione che essa genera laddove venga condivisa. Si tratta di una corrente ancora nascente ma già carica di ottime potenzialità.

Questo è il link al loro sito: https://www.poetiemozionali.it/i-poeti.php

Il blog Come la pioggia offre uno spazio di conoscenza dei membri fondatori dei Poeti Emozionali.

Ognuno di loro ha risposto ad un questionario circa la loro appartenenza alla corrente.

Oggi presentiamo i primi tre: Domenico Garofalo, Antonio Corona e Brigida Liparoti.

 

domenico

DOMENICO GAROFALO (1959, vive a Torino)

Benvenuto Domenico!

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

Il mio essere poeta, ha attraversato diverse fasi. Le principali che mi hanno formato e portato a pubblicare libri, sono state in sintesi:

Poeta da contatto

Poeta emozionale

La prima, l’osservare tutto quello che mi circondava e poi trasformarlo in versi, mi ha portato a conoscere l’animo umano mio e le reazioni delle persone davanti a situazioni di ogni tipo.

La seconda è nata negli ultimi due anni, dove proprio questo mio osservare ha visto carenze di emozioni, di vibrazioni.

Da allora ho deciso che il contatto doveva essere non solo più visivo ma doveva entrare nell’anima delle persone.

Emozionarsi nel declamare o nell’ascoltare una poesia, è energia vitale per ognuno di noi.

Non possiamo farne a meno.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Esserne parte oltre che artefice iniziale, subito supportato da poetesse e poeti, mi ha dato una gioia grande e un diverso modo di vedere la realtà. Possiamo emozionarci ogni giorno.

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

La poesia emozionale è il viso che diventa rosso, vello cutaneo che si alza. Osservare occhi che sorridono.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Questa.

dom imANTONIO CORONA (1972, vive a Torino)

rpt

Benvenuto Antonio!

1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

Credo di poter affermare di non aver avuto un passato…o meglio un passato poetico pubblico. Ho iniziato a scrivere i primi versi ancora diciottenne ma custodendoli segretamente nel cassetto. Mi vergognavo di quei sentimenti così intimi, delle emozioni che li avevano generati e liberati. Poi, dopo ben trent’anni, qualcosa è cambiato. “Era ora” si potrebbe esclamare! E così mi son trovato a rileggere le prime poesiole, ad emozionarmi nel farlo e a scriverne altre con la maturità ed una nuova consapevolezza. Ma soprattutto quella timidezza poetica celata, ha chiesto quasi vendetta ed eccomi qui….a svelare i miei segreti in un libro, non a caso intitolato “I segreti del cuocore”! Qui hanno trovato sfogo quelli della cucina, intesa come tradizione familiare tramandata tra persone affettivamente legate, e quelli del cuore intesi come versi poetici, soprattutto a sfondo sentimentale, raccontati per la prima volta a tutti.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Improvvisa e inevitabile. Ho abbracciato da subito quest’idea originale e forse pretenziosa ma assolutamente centrata rispetto ai miei ideali poetici. Credo che la poesia sia emozione pura, quella colpisce dritta al cuore senza freni: è un impatto, a volte mortale. E quando avviene puoi solo emozionarti!

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Gli stili poetici possono essere assolutamente diversi anzi, è bene che lo siano ma è il sentire che mi ha avvicinato a questo gruppo. La consapevolezza di trasmettere emozioni parlando di vita vera e vissuta e pertanto condivisibile col mondo. L’amore, le sue delusioni, la natura con le sue fragilità, il nostro essere: tutti argomenti che ci accomunano e fanno sì che il lettore si immedesimi e quindi emozioni allo stesso tempo.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Sicuramente quella che ho scelto per la copertina del mio libro: un’opera d’arte contemporanea del pittore Angelo Franco, dal titolo “lègami, legàmi”. Quel cuore rubato dal petto di un uomo alato che vuole riprenderselo e lottare per le proprie emozioni, volare finalmente libero!

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BRIGIDA LIPAROTI (1969, vive a Tortona)

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1) Prima di avvicinarti alla poesia emozionale, quale è stato il tuo passato di poeta/poetessa?

All’inizio fu Bice, una bimbetta riccioluta che canticchiava sempre ed era intonatissima già da piccola… che poco prima dell’età scolare scoprì di essere Brigida e di amare la parola scritta e le immagini della propria terra infuocata a volte anche a dicembre.

La ricorda ora quella Brigida che scrive su un blog, inserisce foto, collabora con una pittrice scandendo quelle pennellate di colori con i colpi di penna e calamaio e colori di parole. La stessa Brigida disposta a fare chilometri per fissare con la fotocamera la bellezza del tempo e dello spazio o a percorrere l’Italia per seguire la compagnia teatrale romana che ha apprezzato un paio dei suoi personaggi tanto da portarli in scena.

Eccomi, sono io, anche se nel web le mie cose circolano con lo pseudonimo brigi-inthebigcake, che fino ad ora ha evitato di pubblicare sotto un’etichetta senza un perché preciso.

2) Come definiresti la tua appartenenza al movimento della “Poesia emozionale”?

Beh, sinceramente non saprei in che modo collocarmi all’interno di questa nuova corrente poetica; mi fa piacere il mettere a disposizione le mie doti interpretative (non so, mi dicono che leggo bene), oltre al solleticarmi l’idea di scribacchiare recensioni (anche questo, mi dicono, essere un mio punto di forza) …e chissà, magari un giorno la pubblicazione potrebbe trovarmi disposta positivamente. Chissà!

3) Quale elemento ti avvicina maggiormente alla poesia emozionale: lo stile, un sentire condiviso o altro?

Sinceramente sono affascinata dall’ermetismo, quel tono che amplifica per sottrazione, che ha la caratteristica di presentarsi come testo libero, che può fare da specchio alle emozioni di ognuno. Scrivo la qualsiasi raccontandola come fermo-immagine.

Ho partecipato ad una serata a tema “Violenza sulle donne” al “Comune di Airasca” (TO), l’otto marzo del 2016, declamando mie poesie ed, a seguire, un’intervista fatta di cuore e di pensieri; si è creata una corrente emozionale che mi ha fatto stare bene per molti giorni e che ricordo ancora con tanto piacere, malgrado il tema difficile.

4) Se ti fosse chiesto di descrivere la poesia emozionale con un’immagine, quale sceglieresti?

Uh, di immagini ne ho descritte diverse, sia da foto che da dipinti o da ricordi. Ci vuole poco, a volte: un’amica che cambia tono di voce mentre ti parla, quando riesci a comprendere ciò che le si muove dentro mentre magari divaga…

Una cara amica, Alessandra Lugli -pittrice- ha vinto il Festival Dei Due Mondi di Spoleto (24 giutno – 10 luglio 2016) con un dipinto a cui io avevo dato titolo ed avevo scritto una poesia dedicata. Quando mi avvertì del traguardo raggiunto la chiamai subito e lei mi raccontò che dal gennaio al dicembre del 2017 il dipinto avrebbe fatto il giro delle pinacoteche dell’Europa e che, nel retro del certificato di autenticità, aveva inserito la motivazione del titolo del quadro e la mia poesia (che aveva lo stesso titolo).

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